Arterie in salute durante l’invecchiamento: è possibile

Arterie in salute durante l’invecchiamento: è possibile

Una buona notizia arriva da uno studio statunitense dei ricercatori della Boston University of Medicine: esiste la possibilità di mantenere le arterie in buona salute, come quelli di un giovane adulto, anche in età avanzata. A differenza di persone affette da diabete, obesità, sindrome metabolica ed ipertensione cronica, coloro senza fattori di rischio per malattie cardiovascolari possono preservare le arterie con buona efficacia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Hypertension. Il team ha esaminato i dati di 3200 adulti di età compresa fa 50-60 anni, per capire come la loro probabilità di invecchiamento vascolare (ridotta elasticità arteriosa) potesse essere influenzata da sette noti fattori di rischio: ipertensione, cattiva alimentazione, iperglicemia, ipercolesterolemia, obesità, sedentarietà e fumo.

Ebbene, i soggetti più anziani che non presentavano almeno sei di questi fattori di rischio hanno avuto 10 volte più probabilità di mantenere una certa elasticità dei vasi sanguigni e il loro corretto funzionamento rispetto ai coetanei che sono riusciti ad evitare solo uno dei sette fattori di rischio. Il team sottolinea che il fattore patogenetico più importante sembra essere il diabete, specie se in associazione al sovrappeso. La correlazione fra sovrappeso, diabete e rigidità vascolare nasconde, infatti, un eccesso di infiammazione e squilibri neuro-ormonali, tipicamente associati a obesità e malattia diabetica. Nessuno dei partecipanti all’inizio dello studio presentava alcuna cardiopatia, ma dopo che i ricercatori hanno seguito la metà di loro per quasi 10 anni, il 10% degli individui hanno sviluppato malattie cardiache. I soggetti con le arterie sane hanno dimezzato (55%) le probabilità di sviluppare cardiopatie rispetto agli altri. Nel complesso, quasi il 18% dei partecipanti allo studio, hanno avuto un buon invecchiamento vascolare. Ciò ha incluso circa il 30% delle persone cinquantenni ed il 7% di quelle sessantenni, ma solo l’1% con 70 anni e oltre.

Si è rilevato importante, hanno spiegato i ricercatori, non solo evitare il diabete e l’obesità ma anche mantenere bassi i livelli di colesterolo. Altri fattori, come la dieta, il fumo e l’esercizio fisico, non sarebbero stati associati in modo indipendente con l’invecchiamento vascolare sano. Un limite dello studio è l’avere incluso solo individui caucasici, per cui i risultati ottenuti potrebbero non essere applicabili al altri gruppi etnici. Inoltre, le correlazioni con dieta ed attività fisica non sono state completamente approfondite. Nonostante tutto, i risultati indicano che le scelte dello stile di vita potrebbero essere in grado di aiutare alcune categorie di individui a mantenere sane le proprie arterie, malgrado il normale invecchiamento.

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L’alimentazione, dall’altra parte, ha sicuramente la sua influenza. Ed è già noto che la scelta di certe categorie di alimenti a tavola è capace di influenzare positivamente la salute del cuore e dei vasi sanguigni. La universalmente riconosciuta Dieta Mediterranea è fra le più indicate per proteggere le arterie, data la enorme mole di dati scientifici che hanno confermato la sua validità per le cardiovasculopatie, l’insufficienza renale cronica e la malattia diabetica. L’introito di acidi grassi poli-insaturi (omega-3; ALA, DHA, EPA) tramite pesce, olii vegetali, semi di lino, semi di zucca, mandorle e noci è raccomandato per la costante protezione dell’endotelio vasale. Se non fosse possibile accedere tutte queste fonti, l’integrazione esterna è ampiamente disponibile.

Un altro fattore alimentare che protegge e mantiene l’elasticità arteriosa è il mirtillo. La sua ricchezza di polifenoli è il fattore critico per la protezione endoteliale, ed è diretta a tutto il sistema circolatorio, a prescindere dalla ristretta fama del mirtillo nel “migliorare la vista”. La ragione di questa affermazione è nella capacità dei polifenoli del mirtillo di fluidificare il sangue e sopprimere l’infiammazione del micro-circolo (arteriole e capillari), in questo caso a livello della retina. Le antocianine, le procianidine e gli acidi clorogenici sono i principi attivi anti-infiammatori ed antiossidanti del mirtillo. In particolare, le antocianine sono in grado di stimolare l’endotelio vasale a produrre ossido nitrico, il naturale mediatore della dilatazione arteriosa. I mirtilli contengono anche una discreta quantità di vitamina C, ma il potere antiossidante maggiore spetta ai polifenoli.

Non serve molto, quindi, per tenere la circolazione sanguigna in salute. E con gusto.

a cura del Dottor Gianfrancesco Cormaci, specialista in Biochimica Clinica.

 

BIBLIOGRAFIA
Niiranen TJ et al. (2017) Circulation; 136(13):1262-64.
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Giacalone M et al. (2011) Nutr. Neurosci.; 14(3):119-25.
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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specialista in Biochimica Clinica dal 2002, ha conseguito un Dottorato in Neurobiologia nel 2006. Ex-ricercatore, ha trascorso 5 anni negli USA alle dipendenze dell' NIH/NIDA e poi della Johns Hopkins University. In libera professione, si occupa di Medicina Preventiva personalizzata e intolleranze alimentari. Detentore di un brevetto per la fabbricazione di sfarinati gluten-free a partire da regolare farina di grano.