E’ uno dei campi di maggiore applicazione dell’ecografia ed ha molteplici indicazioni:

Fegato

l’ecografia è l’esame di primo livello nello studio di diverse patologie epatiche ed è la metodica di più largo utilizzo nella pratica clinica quotidiana. Svolge un ruolo importantissimo nella valutazione iniziale delle lesioni epatiche e nel monitoraggio di malattie epatiche croniche largamente diffuse come l’epatite. Limiti della metodica sono rappresentati prevalentemente dalle caratteristiche del paziente (obesità, meteorismo, scarsa collaborazione del paziente). E’ importante utilizzare ecografi moderni con alta risoluzione. La metodica è fondamentale per guidare l’ago nelle biopsie epatiche, nel caso vi sia necessità di conferma citologica. Nelle malattie epatiche croniche (epatite virale, steatosi, cirrosi…), l’ecografia è in grado di rilevare la comparsa di complicanze come l’ascite (comparsa di liquido nella cavità addominale) o l’insorgenza di un tumore del fegato. In particolare il tumore del fegato colpisce più frequentemente i soggetti affetti da malattie croniche del fegato e pertanto è in questi soggetti che l’ecografia andrebbe ripetuta nel tempo, ad intervalli costanti.

Numerosi studi hanno evidenziato che l’ECOGRAFIA CON M.D.C.  ha mostrato sensibilità (80-98%, 100% nelle lesioni maggiori di 20 mm.) e specificità (66% – 98%) elevate, superiori all’ecografia senza m.d.c.  eguagliando la validità della TC trifasica e superando quella dell’ecografia senza mezzo di contrasto, nel rilevare le lesioni secondarie del fegato.

Per tale motivo attualmente gli esperti del settore, al fine di individuare le lesioni focali epatiche in pazienti oncologici, suggeriscono di utilizzare l’ecografia con m.d.c. come esame di primo livello ed in particolare per l’identificazione delle lesioni secondarie epatiche da tumori del colon-retto.

Per la caratterizzazione di lesioni focali del fegato e per la conferma diagnostica di secondo livello, di lesioni focali del fegato diagnosticate con altre metodiche, è raccomandato l’uso dell’ecografia con m.d.c., e nei casi in cui l’esame non dia risultati adeguati e definitivi è raccomandato l’uso della RMN con mezzo di contrasto epatospecifico.

L’esame può anche essere molto utile per lo studio della trombosi della vena porta che è una possibile complicanza delle malattie epatiche croniche.

Colecisti

L’esame della colecisti è in grado di evidenziare patologie del lume e della parete anche di dimensioni millimetriche. Nella pratica clinica rappresenta la metodica di elezione per lo studio non solo morfologico ma anche funzionale.

Calcoli della colecisti sono molti frequenti nella popolazione generale (10% della popolazione, maggiormente donne) e possono dare gravi complicanze come la pancreatite. L’ecografia oltre ad individuarli può individuare una dilatazione della via di deflusso della bile che indica l’ostruzione.

Pancreas

è l’organo addominale più difficile da esaminare e non sempre è possibile esplorarlo tutto. L’ecografia viene utilizzata come prima indagine nel sospetto di patologia del pancreas, è utile nel sospetto d’infiammazioni acute o croniche ma è la TAC l’esame più preciso e sensibile. L’ecografia non è in grado di rilevare con sufficiente precisione i piccoli tumori (di grandezza inferiore a 2 cm), né l’interessamento la diffusione della malattia alle strutture circostanti .

Milza

è molto utile nello studio delle malattie croniche del fegato o nelle malattie infettive ed ematologiche. In caso di pazienti traumatizzati è eseguita per rilevare un’eventuale rottura della milza.

 Reni

l’esame può essere utile in tutte le malattie renali, (infiammazioni, insufficienza renale cronica ecc…). In particolare  è utile nel paziente che presenti dolore (colica renale) per individuare i calcoli e valutare se essi ostruiscono la via escretrice, deputata al deflusso dell’urina. Con l’Eco-color Doppler è possibile studiare anche le arterie renali la cui ostruzione può essere causa di Ipertensione arteriosa e di insufficienza renale.

Vescica

l’esame va eseguito in tutti i soggetti che presentano alterazioni della minzione o sangue nell’urina, individuato sia attraverso la comparsa d’urine di colore rosso (ematuria macroscopica) che di tracce di sangue nell’esame dell’urina (ematuria microscopica). L’esame è molto preciso nello studio della parete vescicale per la scoperta dei tumori della vescica.

Prostata

è molto utile per lo studio del volume della prostata il cui ingrossamento è molto frequente oltre i 50 anni. e può dare disturbi della minzione. Può evidenziare alterazioni della ghiandola come noduli o calcificazioni. L’esame più preciso è eseguito per via transrettale o endocavitaria (ovvero l’esame della ghiandola con sonde introdotte internamente, nel retto, che danno una visione più nitida e precisa). Per una migliore visualizzazione ecografica della prostata è consigliabile effettuare l’ecografia prostatica transrettale con sonda endocavitaria. La sonda è protetta con un coprisonda per evitare contaminazioni, ed introdotta nell’ampolla rettale.
Sempre ambulatorialmente, vi è la possibilità di eseguire contemporaneamente, utilizzando aghi sottili, delle biopsie prostatiche multiple d’aree ecograficamente o clinicamente alterate o sospette.

Pelvi femminile

Consiste nello studio dell’utero, delle ovaie e delle tube, oltre a tutta la regione che circonda questi organi. Richiede la vescica piena e può essere effettuato anche per via transvaginale che consente uno studio più accurato delle ovaie, ma non consente la stessa panoramicità dell’esame eseguito per via addominale. Indicazioni dell’esame sono il dolore pelvico, la dismenorrea, perdite mestruali eccessive per durata e/o quantità o perdite ematiche al di fuori del periodo mestruale, infertilità, localizzazione di dispositivi anticoncezionali intrauterini, monitoraggio di patologie già conosciute (cisti ovariche) e lo screening di soggetti a rischio per lo sviluppo di malattie tumorali. L’esame per via transvaginale va eseguito a vescica vuota e può essere molto utile nel caso di sospetto di varicocele pelvico. Nella donna il varicocele pelvico si associa nel 100% dei casi a dolore pelvico cronico, spesso in coincidenza con il periodo mestruale. In circa il 40% dei casi è presente dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali), nel 15% dei casi si manifesta dismenorrea e nel 60% dei casi si manifestano varici vulvari e/o degli arti inferiori. In presenza di questi sintomi la diagnosi viene confermata con l’Eco-color Doppler transvaginale che fornisce un’alta attendibilità diagnostica. In casi di conferma ecografica del sospetto clinico è indicato un piccolo intervento chirurgico o, in alternativa, la sclerosi endovasale percutanea che viene eseguita senza necessità di anestesia generale, in Day Hospital.

Apparato digerente

ad oggi l’ecografia del tratto gastroenterico rappresenta  un valido strumento di studio dell’intestino e delle strutture anatomiche adiacenti. Con l’esame ecografico riusciamo a studiare non solo la morfologia del tratto gastrointestinale ma anche la tonicità parietale e la peristalsi.

Indicazioni all’esame:

  • Patologie esofagee (malattia del reflusso gastro-esofageo, varici esofagee, acalasia);
  • Patologie dello stomaco e del duodeno (neoplasie maligne, ulcera peptica, neoplasie benigne ed extramucose, gastropatie congestizie);
  • Sindrome da malassorbimento (morbo celiaco, morbo di Whipple);
  • Enterocoliti infettive;
  • Addome acuto (appendicite, diverticolite acuta, ischemia intestinale);
  • Ostruzione intestinale.

L’appendicite è la più frequente causa di dolore addominale acuto e richiede quasi sempre un intervento chirurgico urgente. La diagnosi clinica basata sui sintomi e sulla visita può essere difficile e circa il 50% dei pazienti ricoverati in Ospedale con il sospetto clinico di appendicite non presenta realmente tale patologia. Per tale motivo attualmente per il sospetto clinico di appendicite viene richiesta un’ecografia che presenta una sensibilità e specificità nel diagnosticare tale patologia superiore al 95%.

Tiroide

L’ecografia è la metodica elettiva nello studio della ghiandola tiroide in grado di identificare alterazioni morfologiche e strutturali della ghiandola e di guidare l’esame citologico per  l’agoaspirazione delle formazioni nodulari. Lo studio color Doppler può inoltre fornire utili informazioni per la diagnosi differenziale delle varie patologie. Indicazioni all’esame: Tiroiditi,  Neoplasie,  alterazioni ormonali ( iper ed ipotiroidismo), Gozzo, Rilievo incidentale di tumefazioni della tiroide.

Testicoli

l’esame è molto preciso e fornisce informazioni molto utili in casi d’idrocele (raccolta liquida nella borsa che contiene i testicoli), nei processi infiammatori acuti e cronici sia del testicolo (orchite) che di corpi accessori del testicolo (epididimo). In caso di tumefazione, ingrandimento o indurimento del testicolo l’esame è indispensabile ed è in grado di diagnosticare con estrema precisione la presenza di un sospetto tumore del testicolo, specie nei giovani. Il varicocele è costituito da una dilatazione delle vene del testicolo che può in alcuni pazienti determinare sintomi come dolore o senso di peso scrotale  ed  è associato ad una riduzione della fertilità. E’ importante una diagnosi accurata perché il corretto trattamento può determinare la risoluzione dei sintomi ed un miglioramento del liquido seminale nei soggetti con ridotta fertilità. La diagnosi clinica, specie nelle forme più lievi,  non è precisa e pertanto è richiesto un Eco-Color Doppler per confermare la diagnosi.

Pene

L’eco-color Doppler è attualmente l’indagine di prima istanza nello studio della patologia peniena. Il deficit erettile è una condizione patologica che può originare da numerose cause vascolari, neurologiche o dall’uso di farmaci. In soggetti anziani o vasculopatici il deficit erettivo può essere determinato da un insufficiente apporto di sangue arterioso al pene. In altri casi il sangue affluisce normalmente al pene, ma non viene intrappolato nelle lacune dei corpi cavernosi e defluisce rapidamente determinando un’erezione incompleta e di breve durata. L’eco-Color Doppler può orientare verso la diagnosi consentendo di studiare sia il calibro delle arterie che la presenza di una “fuga” venosa . La diagnosi di fuga venosa richiede una stimolazione farmacologica ottenuta iniettando in un corpo cavernoso 10-20 microgrammi di prostaglandina E1 (PGE1). L’induratio penis plastica (IPP), o malattia di La Peyronie, colpisce prevalentemente dopo i 40 anni ed è caratterizzata dalla comparsa di placche fibrose e calcifiche a livello della tunica albuginea, che è la membrana che riveste i corpi cavernosi del pene, che causano progressivo incurvamento del pene con difficoltà nei rapporti sessuali. Anche in questo caso l’esame può essere eseguito eseguito sia in basale che dopo iniezione di prostaglandina che consente di riconoscere anche  minimi spessimenti circoscritti della tunica albuginea, quando non ancora sono presenti le calcificazioni.

Muscoli e tendini

l’esame è sempre utile nei traumi muscolari in cui è possibile rilevare una raccolta ematica (ematoma) o lesioni dei tendini. Tutte le patologie acute e croniche possono essere studiate con l’ecografia e l’esame di completamento è la RMN.