Risonanza Magnetica – RM

La RM è un esame che utilizza radiazioni elettromagnetiche, innocue per l’organismo, che elaborate da un computer forniscono al termine un’immagine bidimensionale, su vari piani del corpo umano. Quale è il suo utilizzo? Con la RM si possono studiare tutte le parti del corpo umano; peraltro gli esami più frequenti riguardano il cranio, la colonna vertebrale e le articolazioni.

Come si esegue ?
All’interno di una camera isolata magneticamente il paziente , posizionato su un lettino scorrevole, viene inserito all’interno di un cilindro cavo, aperto ad entrambe le estremità, costituito da un potente magnete che determina la presenza di un campo magnetico principale omogeneo secondo il quale si allineano tutti gli atomi di idrogeno del paziente. Inizialmente il campo magnetico principale viene perturbato da onde magnetiche ad incidenza variabile che determinano lo spostamento della direzione degli atomi di idrogeno del distretto anatomico da studiare; al cessare di questa stimolazione gli atomi di idrogeno si riallineano rispetto al campo magnetico principale emettendo un segnale che viene captato da apposite antenne presenti all’interno del magnete o posizionate dal medico in prossimità dei segmenti corporei da studiare. Il segnale ottenuto pertanto viene elaborato da un computer che fornisce sul video la formazioni di un’immagine che può essere ulteriormente elaborata e fotografata su pellicole radiografiche.

Quanto dura ?
La durata dell’esame è variabile da circa 20 min., necessari per uno studio del cranio, ad i 75 min. necessari per uno studio del cranio e del rachide in toto con contrasto e.v. E’ necessaria qualche preparazione prima di sottoporsi all’esame? In genere no, solo per eseguire esami RM con contrasto e.v. e’ necessario, oltre a praticare gli esami di laboratorio richiesti, rispettare un digiuno di circa 6ore.

Tutti possono sottoporsi all’esame?
No, la RM non si può effettuare su pazienti portatori di protesi metalliche valvolari, o vascolari, o schegge metalliche mobili, o in pazienti sofferenti di claustrofobia. In pazienti portatori di protesi metalliche fisse ( es. d’anca, o ginocchio) o chiodi e viti per frattura o protesi dentarie per ortodonzia, la possibilità di esecuzione dell’esame è legata al distretto da studiare (necessariamente lontano dalla protesi che causa artefatti che disturbano l’immagine) ed ai materiali di cui è composta la protesi. Nei casi in cui la paziente sia portatrice di spirale è necessario rimuovere la stessa prima dell’esecuzione dell’esame, perchè il forte campo magnetico a cui e’ sottoposta durante l’esame può determinarne lo spostamento e di conseguenza ridurne l’efficacia o determinare l’insorgenza di infiammazioni pelviche.

Che cos’è la risonanza magnetica con contrasto ?
La RM si può eseguire con e senza somministrazione di contrasto e.v.: l’esame senza contrasto è in grado di fornire la maggior parte delle informazioni per tutti i distretti corporei esaminati. L’esame con contrasto richiede la somministrazione endovenosa di una sostanza paramagnetica che favorisce la visualizzazione delle strutture più vascolarizzate. Esso in genere non determina l’insorgenza di reazioni allergiche; peraltro sono richiesti alcuni esami preliminari per accertare le condizioni di salute del paziente ( emocromo, quadro proteico, creatininemia, azotemia, glicemia, elettrocardiogramma, urine semplici). Tali esami devono essere recenti di almeno un mese.

E’ pericolosa la risonanza magnetica?
No, la RM è un esame innocuo; Sebbene non siano noti casi di reazioni allergiche al mezzo di contrasto paramagnetico utilizzato in risonanza magnetica, se il paziente riferisce allergie e’ comunque opportuno contattare il medico per l’eventuale preparazione antiallergica di tre giorni a base di farmaci antiallergici. Per le pazienti in stato di gravidanza l’esame è sconsigliato nei primi tre mesi ed in ogni caso deve essere eseguito solo dietro precisa indicazione specialistica ( ad esempio per la valutazione di fratture del bacino ove l’esame radiografico e’ controindicato). E’ in fase sperimentale l’utilizzo della risonanza magnetica per lo studio di malformazioni neurologiche del feto.