Gastroscopia

Il nome scientifico della gastroscopia è EsofagoGastroDuedodenoScopia (ovvero EGDS) ed è quella tecnica endoscopica utilizzata per l’analisi approfondita dell’apparato digirente. La Gastroscopia ha lo scopo di visionare lo stato dell’Esofago, del Stomaco fino alla seconda porzione del Duodeno. E’ un esame endoscopico particolarmente diffuso grazie alla possibilità di visionare direttamente, tramite apposito strumento a fibre ottiche, la situazione del lume gastrisco e di eseguire (ove necessario) o più prelievi biotici per apportuni approfondimenti di laboratorio. Esistono alcune varianti alla Gastroscopia tradizionali come la Gastroscopia Transnasale (esame totalmente sostitutivo alla gastroscopia classica) o l’esame con Videocapsula. La Gastroscopia risulta essere in alcuni casi un esame invasivo e quindi, in alcuni casi, si può ricorrere all’utilizzo di farmaci sedativi per rendere l’esame meglio sopportabile per il paziente.

Come viene eseguita una Gastroscopia

Affinchè la Gastroscopia possa essere eseguita, il paziente
deve
essere necessariamente a digiuno per un periodo che varia solitamente
da 10 a 5 ore. La persona viene fatta appoggiare di un fianco e viene
introdotta la sonda del Gastroscopia (ovvero dello strumento
utilizzando per eseguire la Gastroscopia) attravero la bocca o
attarverso il naso se si utilizza la tecnica mininvasiva.

Nel corso dell’esame l’operatore avrà modo di visionare il
modo
diretto il lume dell’Esofago, dello Stomaco e del Duodeno e
potrà eseguire dei prelievi di piccoli campioni di tessuto
per
successive analisi di laboratorio. Le Biopsie sono generalemente non
dolorose ed immediate.

La durata media della Gastroscopia può variare da un minimo
di
circa 4 minuti ad un massimo di 15, a seconda delle specifiche
situazioni.

Strumenti

Gli strumenti utilizzati per eseguire la Gastroscopia sono molteplici e
di diverse fattezze. Il Diametro del gastroscopio utilizzato per la
gastroscopia ha dimensioni medie
di circa 14mm se si utilizza la tecnica tradizionale, di circa 4mm se
si utilizza la tecnica transnasale. Attualmente in Italia gli strumenti
per la Gastroscopia sono commercialiti per lo più da due
aziende
multinazionali. Gli strumenti di ultima generazione hanno
possibilità di eseguire foto digitali ad alta definizione ed
in
alcuni casi anche riprese video generalmente nitide e con la
possibilità di visionare anche dettagli particolarmente
piccoli.

Lo strumento per le EGDS è generalmente montato su di una
coloninna atrettata posta di fianco l’are in cui il paziente viene
fatto sdraiare per eseguire l’esame.

Anestesia

La Gastroscopia è generalmente un esame invasivo che
può
richiedere, soprattutto nei confronti di determinate caterogie di
pazienti, il ricorso a farmaci sedati per rendere meglio sopportabile
l’esame. I farmaci sedativi utilzzati solitamente rientrano nella
categorie delle benzodiazepine
a cui possono essere aggiunti farmaci ad azione locale del
tratto
oro-faringeo. In situazione particolari si può valutare il
ricorso anche alla sedazione profonda.

Per la tecnica transnasale invece, l’utilizzo dei farmaci sedati
è generalmente assente grazie al minor livello di
invasività.

Finalità della Gastroscopia

Le patologie riscontrabile grazie all’esecuzione della gastroscopia somo molteplici e possono rinetrare in diverse categorie. Le più comuni sono il reflusso gastro-esofageo, l’esofagite ed ernia iatale. Per quanto riguarda lo Stomaco, la gastroscopia permette la valutazione della presenze di patologie quali Gastrite, ulcera gastrica o la presenza dell’Helicobacter Pylori (batterio responasibile di ulcera). Infine, per quanto concerne il duodeno, l’esame potrà verificare la presenza di patologie quali ulcera duedonale o celiachia.
Grazie all’accurezza dell’esame, sarà possibile inoltre evidenziare la possibile presenza di patologie cancerose.

Biopsie

Insieme alla visione diretta degli organi, la gastroscopia mette a
disposizione la possibilità di eseguire opportuni prelievi
di
minusculi frammenti di tessuti a cui potranno essere eseguire opportuni
esami di approndimento. Tramite un condotto parallelo a quello della
microcamera, l’operatore può inserire una piccola pinza
chirurgica che potrà essere quindi condotta nella posizione
dove
si vorrà eseguire il prelievo. Dopo l’apertura della pinza,
sarà possibile ritirare lo strumento chirurcico e permettere
quindi di separare in specifici contenitori il frammento di tessuto
recuperato. Successivamente, il laboratorio si occuperà di
eseguire delle valutazioni dirette del frammento per stabilire, ad
esempio, la presenza dell’Helicobacter Pylori o di altre patologie.