Complicanze dell’emicrania

Commento:

Occorre classificare separatamente la forma emicranica preesistente e la complicanza.

Emicrania cronica

Descrizione:

Cefalea di tipo emicranico che si manifesta per almeno 15 giorni/mese da più di 3 mesi, in assenza di uso eccessivo di farmaci.

Criteri diagnostici:

  1. Cefalea che soddisfi i criteri C e D per 1.1 Emicrania senza aura per ≥15 giorni/mese da >3 mesi
  2. Non attribuita ad altra condizione o patologia1;2

Note:

  1. L’anamnesi, l’esame obiettivo generale e neurologico non suggeriscono alcuna condizione o patologia elencate nei gruppi 5-12, oppure l’anamnesi e/o l’esame obiettivo generale e/o l’esame obiettivo neurologico ne suggeriscono la presenza, ma questa viene esclusa da appropriate indagini strumentali, oppure ancora la condizione o patologia è presente, ma gli attacchi di cefalea non si manifestano per la prima volta in stretta relazione temporale con essa.
  2. In presenza di un uso eccessivo di farmaci che soddisfi il criterio B per una delle sottoforme di 8.2 Cefalea da uso eccessivo di farmaci, è necessario attendere 2 mesi prima di poter verificare che la sospensione dei farmaci in questione non induca un miglioramento della cefalea e poter quindi codificare la cefalea come 1.5.1 Emicrania cronica (vedi Commenti).

Commento:

La maggior parte dei casi di emicrania cronica hanno, finora, avuto esordio come 1.1 Emicrania senza aura e, pertanto, la cronicizzazione può essere considerata come una complicanza dell’emicrania episodica.

Con l’evoluzione verso la cronicizzazione del disturbo, la cefalea tende a perdere le caratteristiche tipiche della forma episodica, sebbene ciò non sia stato chiaramente dimostrato.

Se è presente uso eccessivo di farmaci (in conformità al criterio B di ciascuna delle sottoforme di 8.2 Cefalea da uso eccessivo di farmaci), questa rappresenta la causa più probabile della cronicizzazione dei sintomi. Quindi, la regola di base è quella di classificare tali pazienti secondo il tipo di emicrania originaria, (generalmente 1.1 Emicrania senza aura) aggiungendo il codice 1.6.5 Probabile emicrania cronica e il codice 8.2.8 Probabile cefalea da uso eccessivo di farmaci. Se i criteri sono ancora soddisfatti dopo 2 mesi dalla sospensione dei farmaci e la cronicità persiste, va invece posta diagnosi di 1.5.1 Emicrania cronica, mentre quella di 8.2.8 Probabile cefalea da uso eccessivo di farmaci va rimossa. Quando invece la cefalea migliora dopo la sospensione dei farmaci, occorre effettuare diagnosi di 8.2 Cefalea da uso eccessivo di farmaci e emicrania originaria, eliminando, in quel caso, la diagnosi 1.6.5 Probabile emicrania cronica.

Questi criteri necessitano di ulteriori approfondimenti.

Stato emicranico

Descrizione:

Attacco di emicrania disabilitante che si protrae oltre le 72 ore.

Criteri diagnostici:

  1. Attacco emicranico in soggetto che soffre di 1.1 Emicrania senza aura con caratteristiche tipiche, ad eccezione della durata
  2. La cefalea presenta entrambe le seguenti caratteristiche:

    1. persistenza da >72 ore
    2. intensità forte
  3. Non attribuita ad altra condizione o patologia

Commento:

Non devono essere prese in considerazione l’interruzione durante il sonno né le brevi interruzioni indotte da farmaci. Lo stato emicranico può essere causato da uso eccessivo di farmaci e di conseguenza classificato. Episodi non disabilitanti che perdurano >72 ore devono essere diagnosticati come 1.6.1 Probabile emicrania senza aura.

Aura persistente senza infarto

Descrizione:

I sintomi dell’aura persistono per più di 1 settimana, in assenza di evidenze neuroradiologiche di infarto.

Criteri diagnostici:

  1. Attacco emicranico in soggetto che soffre di 1.2 Emicrania con aura con caratteristiche tipiche, ad eccezione della durata di uno o più sintomi dell’aura, che persistono per >1 settimana
  2. Non attribuita ad altra condizione o patologia

Commento:

Aure persistenti sono rare, ma ben descritte: si tratta di sintomi spesso bilaterali che possono protrarsi per mesi o anni. Non sono noti trattamenti efficaci, sebbene l’acetazolamide e l’acido valproico si siano rivelati efficaci in alcuni casi.

Tra le possibili cause organiche è necessario escludere la leucoencefalopatia posteriore mediante risonanza magnetica (RM) a diffusione e 1.5.4 Infarto emicranico mediante RM.

Infarto emicranico

Descrizione:

Uno o più sintomi neurologici dell’aura si presentano associati a lesione ischemica in area congrua, evidenziata da indagini neuroradiologiche.

Criteri diagnostici:

  1. Attacco emicranico in soggetto che soffre di 1.2 Emicrania con aura con caratteristiche tipiche, ad eccezione della durata di uno o più sintomi dell’aura, che persistono per >60 minuti
  2. Le indagini neuroradiologiche mostrano una lesione ischemica in un’area congrua
  3. Non attribuita ad altra condizione o patologia

Commento:

Un ictus ischemico che si presenta in un paziente emicranico può essere diagnosticato come infarto cerebrale da altre cause coesistente con l’emicrania, come infarto cerebrale da altra causa che si manifesta con sintomatologia simil-emicranica con aura, oppure ancora come un infarto cerebrale che si verifica in corso di un tipico attacco di emicrania con aura. Solo quest’ultimo soddisfa i criteri per 1.5.4 Infarto emicranico.

In molti studi è stato dimostrato un aumento del rischio di ictus in donne emicraniche al di sotto dei 45 anni di età. Tale rischio non è stato invece dimostrato per le donne di età più avanzata o per il sesso maschile.

Epilessia indotta dall’emicrania

Descrizione:

Crisi convulsiva scatenata da aura emicranica.

Criteri diagnostici:

  1. Emicrania che soddisfi i criteri per 1.2 Emicrania con aura
  2. Una crisi convulsiva che soddisfa i criteri diagnostici per un tipo epilessia si manifesta durante un‘aura emicranica o entro l’ora successiva

Commento:

Emicrania ed epilessia sono esempi prototipici di disturbi parossistici cerebrali. Mentre è molto frequente che si verifichi cefalea di tipo emicranico durante il periodo post-critico convulsivo, solo occasionalmente compaiono convulsioni durante o successivamente all’attacco emicranico. Questo fenomeno, definito “migralepsy”*, è stato descritto in soggetti affetti da emicrania con aura.

* Neologismo originato dalla fusione di migraine e epilepsy; in italiano sarebbe migralessia.