Infertilità

Infertilità Maschile

Si definisce infertilità la mancanza di concepimento
dopo 12 mesi di rapporti sessuali non protetti.
L’incidenza di tale problema nella popolazione generale
riguarda circa il 15% delle coppie. In Italia,
avvengono circa 240.000 nuovi matrimoni/anno: a 2
anni, 48.000 coppie scoprono di avere difficoltà a
concepire, per cui oltre 20.000 di esse all’anno
chiedono consulenza medica per infertilità.
E’ ormai dimostrato che il fattore maschile è presente
in almeno il 50% dei casi. Sicuramente un ruolo
importante è giocato dal fatto che l’età in cui la
coppia cerca la prima gravidanza risulta, per motivi
socio-economici, sempre più tardiva.
Numerosi studi hanno dimostrato che esistono una
serie di fattori di rischio per la fertilità maschile che
devono essere accuratamente ricercati. In particolare
si tratta di fattori che, per tutto l’arco della vita,
possono influenzare negativamente la capacità riproduttiva
in modo transitorio o permanente. Ricordiamo,
fra le altre, patologie come il criptorchidismo (la mancata discesa dei testicoli nella sacca scrotale), le
infezioni delle vie genito-urinarie e prostatiche in particolare
(le prostatiti), il varicocele (che rappresenta senza
dubbio la causa più frequente di infertilità, essendone
responsabile in oltre il 25% dei casi), le alterazioni
ormonali dovute a disfunzioni endocrine.
Determinanti possono poi risultare l’assunzione di
farmaci (es. esposizione a chemioterapici per patologie
neoplastiche), patologie genetiche cromosomiche (S. di
Klinefelter) e geniche (microdelezioni del cromosoma Y,
fibrosi cistica), patologie da abuso di alcol e stupefacenti,
patologie professionali (esposizione a radiazioni
ionizzanti o ad inquinanti chimici di provata tossicità
per la spermatogenesi).
Nonostante un quadro così vasto e complesso di patologie
da correlare specificamente ad alterazioni della
fertilità maschile, in circa il 75% dei casi non è possibile
individuare una causa specifica del disturbo e si pone
quindi la diagnosi di infertilità su base idiopatica.
In questi casi, l’obiettivo terapeutico è raggiungere le
migliori condizioni possibili per quello che riguarda la
spermatogenesi e la qualità degli spermatozoi, senza
poter agire specificamente eliminando una causa specifica.
Un approccio terapeutico di prima linea è rappresentato
dalla terapia di stimolazione ormonale, in particolare
tramite l’uso di gonadotropine, come l’FSH
ricombinante e menotropina (che sono tuttavia indicate
in particolari e poco frequenti condizioni come
l’ipogonadismo ipogonadotropo).
Considerata, però, la stretta correlazione delle forme
idiopatiche anche con i fattori ambientali, può risultare
estremamente utile e valido un approccio terapeutico
che vada ad agire direttamente sul metabolismo energetico
degli spermatozoi. L’infertilità, inoltre, può distinguersi
in primitiva, qualora la coppia non abbia mai
concepito, e secondaria nel momento in cui la coppia ha
attraversato un periodo di accertata fertilità.

Le Cause

Tra le varie cause di infertilità senza dubbio il varicocele
rappresenta la più frequentemente diagnosticata;
esso determina un’alterazione della spermatogenesi
dovuta principalmente ad un danno termico,
in accordo con le principali linee guida internazionali
il trattamento chirurgico del varicocele va
proposto a tutti gli individui che ne sono affetti e
che presentano un danno della linea seminale.
Il criptorchidismo, che è la mancata discesa di uno o
di entrambi i testicoli all’interno della borsa scrotale
sia in forma monolaterale che bilaterale, indipendentemente
dalla sede del testicolo ritenuto
(addominale o inguinale) e dall’età al momento
dell’intervento di orchidopessi, espone ad un
aumentato rischio di infertilità, oltre che di tumore
del testicolo.
La terapia medico-chirurgica delle diverse cause di
infertilità è strettamente correlata alla causa che la determina. Esistono inoltre numerose terapie empiriche
per il trattamento dell’infertilità idiopatica
sulle quali non vi è unanime consenso, senza
dimenticare che le coppie che ne sono affette vanno
indirizzati verso centri specializzati in Procrerazione
Medicalmente Assistita.

Materiale informativo a cura della Società Italiana di Urologia