Patologie Benigne dello Scroto

Il Testicolo: Le sue funzioni

Il testicolo è una
ghiandola di forma
ovoidale contenuta
all’interno dello scroto.
E’ costituito da
differenti tipi di cellule,
ciascuna dotata di una
funzione specifica: gli
spermatogoni, gli
elementi precursori
degli spermatozoi; le
testosterone; le cellule di Sertoli, dotate di funzione
trofica e determinanti per la maturazione degli
spermatozoi. Durante la pubertà il testicolo incrementa
la produzione di testosterone, determinando lo
sviluppo dei caratteri sessuali secondari maschili.
Nello stesso periodo inizia la spermatogenesi, un
processo che comporta la replicazione delle cellule
germinali e la loro successiva maturazione a spermatozoi.
Gli spermatozoi originati nel testicolo percorrono
l’epididimo e quindi il dotto deferente per raggiungere
l’uretra attraverso i dotti eiaculatori.

Criptorchidismo

Si definisce criptorchidismo la mancata discesa del
testicolo nel sacco scrotale. Durante la vita intrauterina,
infatti, il testicolo origina nell’addome, in prossimità del
rene e, alla 12a settimana di gestazione, si trova già nei
pressi del canale inguinale.
Con il completo attraversamento del canale inguinale il
testicolo alla nascita raggiunge lo scroto. La sede più
frequente è il canale inguinale mentre più rari sono i casi
di testicoli ritenuti in addome. Il criptorchidismo porta ad
una alterazione del funzionamento del testicolo e ad un rischio
di sviluppare tumori. L’iter terapeutico del criptorchidismo
prevede che il testicolo venga riportato all’interno
dello scroto precocemente (entro il biennio di vita) con un
trattamento medico e/o chirurgico appropriato.

Idrocele

L’idrocele rappresenta una raccolta di liquido sieroso tra le
due membrane che rivestono il testicolo.
L’idrocele primitivo è presente alla nascita, ed è una conseguenza
della mancata chiusura del dotto peritoneovaginale.
L’idrocele acquisito si verifica senza una causa apparente
o come conseguenza di infiammazioni dell’epididimo e/o
del testicolo, traumi scrotali, successivamente ad interventi
per ernia inguinale o varicocele. Si manifesta come una
tumefazione dello scroto che può essere del tutto asintomatica
o, anche in relazione al volume, determinare senso
di peso e di fastidio locale. La diagnosi è clinica. L’ecografia
scrotale è utilizzata come conferma. L’indicazione al trattamento
è determinata dal disturbo che crea al paziente. La
terapia è chirurgica.

Varicocele

Il varicocele è caratterizzato da una dilatazione delle
vene testicolari che hanno il compito di drenare il sangue
dal testicolo. E’ una patologia che interessa i soggetti
giovani e presenta un’incidenza pari al 15% nella popolazione
di età superiore a 15 anni. La sua presenza può interferire con la
spermatogenesi,
rappresentando
una delle più
frequenti cause di
infertilità maschile.
Il varicocele è generalmente
asintomatico
o tutt’al più si
presenta con senso
di peso soprattutto
a seguito di attività fisica. Per la diagnosi è fondamentale
la visita e alcuni esami: l’ecografia testicolare con
doppler dei vasi spermatici e lo spermiogramma, esame
che consente di evidenziare anomalie di numero, motilità
e morfologia degli spermatozoi. La terapia, indicata
quando il varicocele interferisce con il normale sviluppo
dei testicoli o in casi di infertilità, è chirurgica. Può essere
eseguita con vari approcci e consiste nella legatura con
successiva sezione delle vene testicolari. Esistono inoltre
tecniche percutanee (scleroembolizzazione) che consistono
nell’iniezione di sostanze sclerosanti nelle vene
testicolari, in grado di occluderne il lume.

Torsione acuta
del funicolo spermatico

Si tratta di una vera e propria emergenza urologica. In
condizioni fisiologiche il testicolo è tenuto in sede
all’interno dello scroto da un legamento detto gubernaculum
testis o legamento scrotale. Tale struttura impedisce
al testicolo di compiere movimenti di rotazione sul
suo asse maggiore e di risalire in alto verso il canale
inguinale. In casi particolari il testicolo può subire una
vera e propria torsione sul proprio asse maggiore che
determina un arresto del deflusso venoso e successivarischio mente di quello
arterioso portando
in breve tempo
alla necrosi. Tale
quadro si manifesta
improvvisamente
retrazione del
testicolo, tumefazione
e arrossamento.
Per prevenire
la necrosi del
testicolo è importante
intervenire in modo tempestivo, entro 6 ore
dall’insorgenza dei sintomi, eseguendo un intervento
esplorativo e fissando il testicolo allo scroto
(orchidopessi).

Epidimidi e Orchiti

Sono un gruppo eterogeneo di patologie, caratterizzate
da infiammazione dell’epididimo e/o del testicolo,
espressione di infezioni batteriche.
Nel giovane, ad esclusione della forma postparotitica,
si tratta generalmente di forme sessualmente
trasmesse. Le epididimiti possono essere
classificate in acute e croniche, in base alle modalità
di insorgenza e al decorso clinico; le più frequenti
sono quelle acute. L’epididimite acuta si manifesta
con comparsa di dolore scrotale che può precedere o
accompagnare la febbre. Lo scroto diviene tumefatto,
arrossato e dolente; possono comparire bruciori e
dolori minzionali. La diagnosi di epididimite si basa
sulla visita. La terapia delle epididimiti è medica e si
basa sull’utilizzo di antibiotici, antinfiammatori ed
antipiretici.

Materiale informativo a cura della Società Italiana di Urologia