Gli anziani e il dolore

L’approccio al tema del dolore nel paziente anziano rappresenta
certamente una sfida difficile. In questo contesto ogni fase del
percorso diagnostico-terapeutico è resa problematica dalla scarsità di
elementi obiettivi di rilevamento, dalla presenza di dati bio-umorali
aspecifici e talora da situazioni di inaffidabilità descrittiva del
paziente, che rende incerta l’interpretazione del tutto. 

A
questo va aggiunto che, una volta definita la presenza di un dolore, di
una sede precisa e di una diagnosi clinica, la decisione di trattamento è
subordinata a una valutazione globale del rischio di effetti
collaterali, che nei pazienti multiproblematici e pluritrattati è sempre
presente. Decidere chi e quando trattare è sempre difficile. A fronte
di tutto ciò, molte narrazioni quotidiane di pazienti ambulatoriali e
interviste epidemiologiche effettuate su larga scala evidenzia no il
tema del dolore come problema ricorrente nella popolazione anziana e
come uno dei determinanti della fragilità.

Interventi

Il
tema del dolore nel mondo degli anziani rappresenta una sfida specifica
per la comunità scientifica e richiede interventi mirati. 
La prima
tappa, soprattutto in ambito residenziale e ospedaliero, è ridurre le
condizioni predisponenti quali il contenimento motorio, migliorare il
comfort dei presidi e attivare tutte quelle iniziative capaci di
rallentare la progressiva compromissione dei tradizionali domini della
fragilità (nutrizionale, emotivo, cognitivo, biofunzionale e
socio-tutelare), il cui peggioramento può condurre al decondizionamento
doloroso e al mutismo acinetico. Il controllo (privazione) del dolore
può essere proprio “l’elemento primario” per innescare la spirale
virtuosa dell’inversione di questa tendenza. Infatti, nella valutazione
del pazienti anziani collaboranti andrebbe implementata la valutazione
puntuale e ripetuta del dolore a riposo e sotto carico, per verificare
quanto esso incida nel promuovere patologie e comportamenti di
astensione-rifiuto della deambulazione.

Sulla popolazione anziana
sarebbe auspicabile attuare una valutazione sistematica del dolore
attraverso progetti specifici, possibili con il coinvolgimento diretto
dei MMG (medici di medicina generale) e degli infermieri nelle unità
complesse di assistenza primaria, nell’assistenza domiciliare e nelle
residenze protette. La valutazione del dolore è auspicabile venga
considerato quale quinto parametro vitale di monitoraggio
infermieristico. Un utilizzo sapiente degli usuali criteri di
appropriatezza permetterà di coinvolgere le competenze riabilitative per
i benefici globali che possono apportare al vissuto doloroso
dell’anziano.

Specifiche linee guida costruite sul consenso
professionale potrebbero permettere un più facile raggiungimento degli
obiettivi concordati, incluso l’adeguamento della cura.

Data
l’obiettiva difficoltà di valutazione del dolore nei pazienti con
problemi comportamentali e con demenze, nei quali il dolore si esprime
soprattutto o solo con sintomi vocali, posturali, motori e mimici
(agitazione, irrequietezza,lamentazione, pianto, grida, affaccendamento,
insonnia), è necessario utilizzare scale appropriate con una maggiore
frequenza di osservazione.
Un aiuto mnemonico per i punti da non
trascurare nella valutazione del dolore nell’anziano demente è dato
dall’acronimo BODIES (Behaviour, Often, Duration, Intensity,
Effectiveness, Start-Stop).

Tutt’oggi l’anziano, soprattutto
quando fragile, può convivere con il dolore manifestandolo solo
indirettamente. Quando è acuto, il dolore è accompagnato da aspetti
fisici ed emozionali disturbanti cronicamente perché fortemente intrisi
di ansia, depressione, alterazioni del sonno che si influenzano e si
esacerbano scambievolmente e costituiscono il corteo sintomatologico del
dolore neuropatico cronico. In altri casi esiste un dolore negato,
quello scontato, quello misconosciuto, talora accompagnato da
un’esagerata riluttanza a somministrare antidolorifici maggiori
(oppiofobia), sulla quale è importante intervenire in un’ottica di
alleanza professionale tra medici specialisti e MMG.

Fonte: Anziani e dolore di Stefano Maria Zuccaro, in “Il dolore cronico in Medicina Generale”. Roma 2010

fonte (www.salute.gov.it