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Ganoderma: nuova moda o vera panacea?

Il Ganoderma lucidum rappresenta la nuova moda-integratore del momento, un po’ come lo sono l’Aloe vera, la Curcuma o il Propoli. In lingua giapponese viene chiamato Reishi, ed è un fungo parassita tipico della corteccia degli alberi di castagno e quercia. Come tale non è direttamente commestibile data la sua consistenza dura e legnosa: agli scopi terapeutici lo si utilizza sotto-forma di polvere essiccata con la quale si preparano compresse, capsule o tisane. In Giappone, infatti, viene considerato un nutriceutico, neologismo ibrido frutto della fusione di nutriente+farmaceutico. Grazie però al sempre maggiore utilizzo dei social networks, le notizie su questo fungo dalle molteplici proprietà benefiche si stanno diffondendo rapidamente. Gli vengono, invero, attribuite proprietà antidepressive, anticoagulanti, anti-ipertensive, antibatteriche, anti-allergiche, rigeneranti dei globuli bianchi ed anche antitumorali. Queste affermazioni verrebbero giustificate da quasi 130 composti attivi presenti nel suo estratto, alcuni dei quali sarebbero in grado di esercitare azioni selettive a livello del metabolismo o del sistema immunitario.

Di seguito si elencano sommariamente le componenti maggiori per farsi un’idea della complessità di questo organismo.

►Da punto di vista nutrizionale, contiene alcune vitamine del complesso B, la più abbondante delle quali è l’acido pantotenico (precursore del Coenzima A), molecola centrale del metabolismo dei carboidrati, dei lipidi e di molti loro enzimi regolatori. Tra le componenti lipidiche riconosciute nei principi attivi, ve ne sono alcune ricche di acidi oleici (insaturi), che regolano la sintesi di prostaglandine, prostacicline e/o leucotrieni, tutte sostanze coinvolte nei processi emo-reologici, infiammatori o allergici.

►Il Ganoderma è anche molto ricco di sali minerali come fosforo, potassio, zolfo, calcio e ferro, ma anche oligoelementi più rari tra i quali il manganese, il cobalto ma soprattutto il germanio. Sottoforma di derivato organico con biomolecole, il germanio sembra utile in caso di carcinomi polmonari e leucemie. E’ nota nel passato la sintesi di una molecola organica chiamata spirogermanio, dotata di azione antitumorale, che però non fu mai approfondita. L’azione del germanio organico sarebbe anche di tipo anti-infiammatorio, sebbene non sono stati delucidati meccanismi molecolari in merito.

►Possiede degli zuccheri complessi (o polisaccaridi) denominati beta-eteroglucani, che sono del tutto analoghi ai beta-glucani presenti in organismi microbici, inclusi lo stesso lievito di birra, e molti altri vegetali. Questi esercitano un’azione modulante sul sistema immunitario, incrementandone le funzioni in caso di indebolimento oppure rallentandole in caso di iper-attivazione. Non a caso, i polisaccaridi del Ganoderma sono strutturalmente simili a quelli di altre piante immunostimolanti come l'Aloe vera. Da questa nozione deriva la sua presunta capacità di combattere la patologia neoplastica dell’ospite, stimolando il sistema immunitario in modo diretto.

►Alcuni suoi peptidi e/o proteine (siglati come Lz-8) sarebbero dotati di potere ipotensivo, rendendolo un buon supplemento nella stabilizzazione dell’ipertensione arteriosa. Azione sinergica su questa capacità deriverebbe dalla presenza di adenosina, che è dotata di azione ipotensiva diretta nonché stabilizzante del tono dell’umore. Ciò non giustifica l'aver etichettato l’estratto un “rimedio antidepressivo naturale”. Un solo studio del 2013 (vedere bibliografia) ha rilevato un effetto “antidepressivo-simile” in ratti trattati con estratto acquoso di Ganoderma. Questo, tuttavia, è ben lontano dal provare che tali estratti abbiano gli stessi effetti sull'uomo, in assenza di studi clinici.

►Gli acidi ganoderici e lucidenici sono una famiglia di composti a struttura steroidea, suddivisi in due tipi, i cortisolo-simili e quelli oleanici. Tutti loro sono dotati di azione antiinfiammatoria (effetto FANS), per lo più dipendente dal recettore per i corticosteroidi. Gli oleani, invece, sono diretti inibitori di altri enzimi coinvolti nell'infiammazione (5-lipossigenasi, proteina-chinasi C, 12-lipossigenasi), con potere antiossidante indiretto ed antineoplastico. Quest'ultima proprietà deriva dalla capacità degli acidi lucidenici di bloccare alcuni enzimi necessari alla sintesi del DNA.

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Sarà interessante sapere che sono in corso trials clinici controllati sull'utilizzo del Ganoderma in varie patologie. Alcuni trials randomizzati, in doppio cieco e con placebo appaiato, sono in corso per testare i suoi effetti sul rischio cardiovascolare e lo sviluppo della sindrome metabolica, sulla progressione del papillomavirus (HPV) orale, sulla dislipidemia e nelle complicanze del diabete. I ricercatori, però, sono molto interessati a presentare evidenze sulle potenziali azioni antitumorali del Ganoderma. Prove in vitro ed in vivo in laboratorio sono conclusive, avendo dimostrato l'efficacia degli estratti di Ganoderma sul tumore epatico, dei dotti biliari, polmonare, uterino, mammario e del colon, sia negli animali che su cellule in coltura. Gli acidi ganodermici e lucidenici, oltre che antiinfiammatori, sono risultati efficaci nel provocare la morte cellulare di linee leucemiche di ratto e di uomo. Nessuno studio clinico completo è ancora apparso in letteratura, che possa confermare il sinergismo di azione di estratti di Ganoderma con altri chemioterapici anticancerosi.

Ma ci sono controindicazioni o precauzioni particolari da prendere nell’assumere il Ganoderma, per trattare disturbi di ordine quotidiano?

Questo concetto è valido un po’ per qualsiasi sostanza di tipo farmacologico e non- si voglia assumere. Direttamente, l’assunzione di dosi controllate pare che non dia alcun tipo di problema. Considerata la presenza di sostanze capaci di abbassare la pressione sanguigna e di condizionare la coagulazione del sangue, si raccomanda di non assumerlo con farmaci anti-ipertensivi, né in caso di trattamento farmacologico con anticoagulanti del tipo Cardioaspirina o Coumadin, per evitare il rischio di pericolosi sanguinamenti. Altra categoria che dovrebbe evitare la sua assunzione sono i trapiantati, poiché sotto regime farmacologico immunosoppressivo che contrasta con le proprietà immunostimolanti dell’estratto.

E’ indubbio che assumere del Ganoderma in modo controllato e/o ciclico, possa fungere da valido coadiuvante di disturbi da leggeri a moderati. Essendo un anti-infiammatorio con effetto simile ai comuni farmaci antidolorifici, non è errato il razionale nell'assumere Ganoderma sottoforma di capsule o tisane in caso di cefalea muscolo-tensiva, sciatalgie, dolori articolari reumatici, raffreddori stagionali ed altre manifestazioni artritiche. Esistono già pubblicazioni che riportano l'efficacia e la sicurezza degli estratti di Ganoderma nelle manifestazioni dolorose dell'artrite reumatoide ed alcuni tipi di allergie (vedere bibliografia).

Sfortunatamente, nonostante le varie dimostrazioni sulle proprietà antitumorali di alcuni dei suoi componenti, mancano ancora studi clinici definitivi per poter dichiarare che esso possa essere di aiuto assieme ad una terapia farmacologica mirata. Per nessuna ragione, dunque, si raccomanda di assumere estratti o derivati di Ganoderma per cure oncologiche “fai da te”. Considerato però che il sistema immunitario gioca un ruolo non indifferente nella soppressione dell’invasività tumorale, il rinforzarlo con coadiuvanti ed integratori del tipo Ganoderma non rappresenta un ostacolo alla sua assunzione.

a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, specialista in Biochimica Clinica.

 

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