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Corso 36 crediti | Sicurezza e Salute sul Lavoro: Focus su Normative e Pratiche nella Gestione dei Rischi Chimici e Fisici

Provider ECM Iscritto presso il Ministero della Salute al n. 7401 – RES

Sicurezza e Salute sul Lavoro: Focus su Normative e Pratiche nella Gestione dei Rischi Chimici e Fisici

Responsabile Scientifico: Dott.ssa Pesce Paola Nunzia Rita (Medico Chirurgo – Medico Competente)

CREDITI ECM 36 | COSTO €. 40,00 IVA INCLUSA

DATA INIZIO: 01 FEBBRAIO 2024
DATA FINE: 31 DICEMBRE 2024

Destinatari dell’attività formativa: Assistente Sanitario, Biologo, Chimico, Dietista, Educatore Professionale, Farmacista, Fisioterapista, Igienista dentale, Infermiere, Infermiere Pediatrico, Logopedista, Medico chirurgo, Odontoiatra, Ortottista – Assistente di Oftalmologia, Ostetrica/o, Podologo, Psicologo, Tecnico Audiometrista, Tecnico Audioprotesista, Tecnico della Fisiopatologia, Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare, Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecnico di Neurofisiopatologia, Tecnico Ortopedico, Tecnico Riabilitazione Psichiatrica, Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico, Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, Terapista Occupazionale, Veterinario.

Obiettivi formativi e Area formativa: Sicurezza e igiene negli ambienti e nei luoghi di lavoro e patologie correlate. Radioprotezione (27)

  1. PROGRAMMA
    1. MODULO 1 – Il decreto Legislativo 81/2008

Il primo modulo tratterà il D. Lgs. 81/08 e successive modifiche e integrazioni, che costituisce il caposaldo della normativa sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. Verranno fornite nozioni base di chi è il datore di lavoro e i suoi diretti amministratori decisionali (preposto, addetto alla sicurezza, ecc.), quali sono i loro compiti e doveri nei confronti dell’azienda e dei lavoratori.

Saranno approfonditi gli aspetti inerenti agli obblighi del medico competente e le sue relazioni con le figure preposte alla sicurezza (RSPP, RLS, organi di controllo e lo stesso datore di lavoro).

  1. MODULO 2 – La valutazione del rischio chimico: aspetti normativi, criteri e metodi

Il secondo modulo verterà sulla valutazione del rischio chimico, con i suoi aspetti normativi, i criteri di fondo e la metodologia.

Si parlerà di valori soglia, limiti critici di sicurezza e dei monitoraggi, soprattutto quello biologico e quello ambientale. Si accennerà anche ai fattori di rischio inerenti alla variabilità di esposizione agli agenti chimici, dipendenti dal posto di lavoro e dallo stile o abitudini di vita dei lavoratori. Questi rappresentano aspetti importanti prevalentemente dal punto di vista preventivo e comunque organizzativo.

  1. MODULO 3 – La sorveglianza sanitaria nel rischio chimico

Il terzo modulo tratterà il tema della sorveglianza sanitaria nel rischio chimico. Si analizzeranno i concetti di valori soglia e la normativa vigente sul grado di pericolosità degli agenti chimici (inclusi quelli cancerogeni), concetti definiti meglio negli Allegati 38 e 39. Verrà trattato, infine, il monitoraggio biologico con la definizione dei limiti biologici di esposizione, per finire ai rilevamenti sui vari compartimenti organici (sangue, urine, apparato respiratorio, ecc.) come indicatori di avvenuta esposizione.

  1. MODULO 4 – Etichettatura D. Lgs. 52/97 e D. Lgs. 65/2003 e regolamento REACH e CLP;

Il modulo numero 4 tratterà il tema dell’etichettatura dei prodotti chimici, il paragone fra la vecchia tipologia e come viene gestita con i regolamenti comunitari REACH e GHS; e la nuova tipologia, che invece viene adesso gestita con il regolamento CLP. Anche se questo argomento è direttamente più applicabile ai professionisti come elemento formativo, il medico competente deve essere a conoscenza della regolamentazione relativa: gli permetterà di accedere meglio alle informazioni e valutare se il professionista rispetta o è appieno consapevole del rischio chimico attorno a lui.

  1. MODULO 5 – Agenti chimici: princìpi di tossicologia

Col modulo 5 si entra nel vivo del rischio chimico attraverso la disamina di nozioni fondamentali di tossicologia. La natura di ogni composto chimico ed industriale di pertinenza professionale è diversa fra i vari settori lavorativi. Ma la conoscenza dei rischi che comporta il loro contatto e le malattie che ne possono originare, rende consapevole il lavoratore, aumentandone il senso di responsabilità specie per le categorie di composti che possono mettere a repentaglio la sua incolumità. Per il medico, invece, queste nozioni possono rappresentare un mezzo di applicare un intervento disciplinare o anche escogitare un intervento terapeutico sia preventivo che nell’immediato.

  1. MODULO 6 – Rischio professionale da fitosanitari e gas anestetici

Il modulo 6 analizza nello specifico due argomenti. Nella prima parte verrà trattato il rischio dei fitofarmaci, cosa essi sono, la loro classificazione ed impieghi, la loro tossicità ed i rischi che essi possono rappresentare per chi li utilizza ed anche per l’ambiente. Nella seconda parte verrà descritto il capitolo dei gas anestetici, classe chimica di pertinenza del settore medico-chirurgico, i quali non sono affatto scevri da effetti collaterali per chi li utilizza. Se il paziente ne subisce gli effetti per minuti o qualche ora per necessità, il professionista sanitario che esercita la loro vicinanza quotidiana è sicuramente non immune da potenziali effetti tossici sulla salute.

  1. MODULO 7 – Rischio chimico professionale da esposizione a metalli pesanti, solventi industriali e cancerogeni.

Il modulo numero 7 parla del grosso capitolo del rischio chimico industriale provocato dai metalli pesanti e dalle grandi famiglie dei solventi e dei composti cancerogeni. Essi sono stati responsabili delle maggiori tecnopatie del passato, prima dell’introduzione delle attuali normative che ne regolamentavano l’esposizione fra i lavoratori. Dal brevissimo cenno storico si andrà subito nel descrittivo per ogni tipo di agente o classe chimica, le tipologie lavorative più a rischio, quali sono i potenziali effetti acuti e cronici derivati dall’esposizione ed anche se esistono interventi medici immediati o preventivi primari e secondari. 

Non mancherà qualche accenno normativo su come sono regolamentate queste sostanze in ambito professionale.

  1. MODULO 8 – Rischio chimico professionale da radiazioni ionizzati e rumore.

Col modulo numero 8 si passa al rischio professionale di tipo fisico causato dalle radiazioni ionizzanti e dal rumore. Dopo accenni succinti sulla natura fisica in questione, si passerà all’analisi degli effetti che esse possono determinare sui tessuti viventi nell’immediato e per esposizioni croniche e subliminali. Non mancheranno accenni su regolamentazione legislativa (anche per condizioni di gravidanza), categorie professionali più esposte al rischio ed il ruolo del medico per la valutazione delle situazioni di rischio. Si accennerà altresì al ruolo delle visite mediche atte a valutare lo stato di salute dei lavoratori, specie per l’aspetto preventivo neoplastico (per le radiazioni) e di interazione (compromissione sociale da ipoacusìa).

  1. MODULO 9 – Tecnopatia da rumore.

Il modulo numero 9 tratterà il rischio professionale da vibrazioni. Può non sembrare rilevante ma rappresenta almeno il 40% di tutte le tecnopatie indennizzabili. Se nel passato la tecnologia dei trasporti era notevolmente ridotta e quasi assente in campo lavorativo, adesso è praticamente ubiquitaria e non si può ignorare l’impatto che essa ha nel tempo sulla salute del lavoratore.

Essa è da considerare a tutti gli effetti una sorgente di stress, al pari del rumore, e come tale può avere effetti sulla salute sia precocemente che in cronico. Considerato che l’aspetto vibratorio è connesso a quello acustico, e la loro diffusione in campo industriale, la loro rilevanza in campo professionale è più che legittima per attenzione e tutela.

  1. MODULO 10 – Rischio professionale da campi elettromagnetici.

Col modulo numero 10 si affronta il rischio fisico professionale connesso ai campi elettromagnetici. A differenza delle altre tecnopatie è un tema relativamente nuovo, perché virtualmente non esistono dimostrazioni degli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sulla salute in campo lavorativo. Proprio per gli effetti molto spesso ignoti sulla salute, specialmente nel lungo raggio, nel 2003 sono spuntate le prima regolamentazioni nazionali a riguardo nate dalle prime raccomandazioni comunitarie del 1999. Tuttavia, l’elevato grado di informatizzazione odierno impone che ci sia consapevolezza e normativa per controllarne gli effetti sulla salute in relazione alla professione.

  1. MODULO 11 – Dispositivi di protezione collettivi ed individuali.

Il modulo 11 tratterà dei dispositivi di protezione da impiegare in campo lavorativo, le varie tipologie e le rispettive caratteristiche, il corretto impiego d’uso in ogni contesto di utilizzo, come essi vengono regolamentati. Non è una sezione di minore importanza. Basta pensare che se molta conoscenza e consapevolezza del rischio chimico e fisico sulla salute professionale fosse venuto in anticipo, forse non si sarebbero potute evitare la maggioranza degli incidenti e delle tragedie professionali, ma sicuramente prevenirne una grossa fetta e comunque ciò avrebbe avuto enorme importanza sulla qualità di vita dei lavoratori, sul posto di lavoro ed al di fuori di esso.

  1. MODULO 12 – Il medico competente e la sorveglianza sanitaria.

L’ultimo modulo, il dodicesimo, esporrà infine la figura del medico competente, cosa rappresenta, quali son i suoi doveri, come si relaziona col datore di lavoro ed i suoi sottoposti. Verranno descritte le condizioni con cui il medico competente indìce provvedimenti preventivi ed ispettivi tramite le visite mediche, di cui esistono diverse tipologie. Oltre alle visite mediche, inoltre, il medico competente necessita di indagini strumentali sul lavoratore (ematologiche, pneumologiche e radiologiche, ecc.) per stimare avvenute esposizioni inopportune e valutare eventualmente l’entità del danno subìto.

  1. RAZIONALE SCIENTIFICO E OBIETTIVI
  2. RAZIONALE

La medicina del lavoro studia il rapporto tra lo stato di salute dell’uomo, il lavoro svolto e le condizioni dell’ambiente di lavoro.

Suo obiettivo è “la promozione e la conservazione del benessere fisico e psichico dei lavoratori” intervenendo a vari livelli (prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione). La sua conoscenza è necessaria allo specialista ed al medico generico per poter identificare la genesi sempre più multifattoriale dei numerosi quadri morbosi. L’uomo vive per otto ore al giorno e per 5 o 6 giorni alla settimana nell’ambiente di lavoro e tutto ciò si riflette sulla sua salute, sulla famiglia, sull’ambiente esterno e sulla società (livello di produttività, presenze-assenze, spese mediche ecc.). La professione lavorativa non è mai stata esente da rischi intrinseci, né casuali né intenzionali. Non tutte le professioni comunque si associano ad un rischio professionale in modo equiparabile. Svariate professioni si associano alla probabilità, spesso ad un elevato rischio, di sviluppare condizioni secondarie proprio alla tipologia di impiego. Si ricordino in tal senso, tutte le figure professionali del campo industriale, con le quotidiane esposizioni a molteplici sostanze chimiche più o meno pericolose.

Metallurgia, agricoltura, industria chimica o petrolchimica e campo manifatturiero rappresentano i settori professionali dove è possibile riscontrare un elevato rischio di tecnopatia, ovvero condizioni mediche derivanti dalla produzione, esposizione, manipolazione o stoccaggio di composti chimici pericolosi per la salute o anche letali. Rispetto al passato, oggi la consapevolezza del rischio chimico e fisico associato alla professione è pressoché ubiquitaria. O meglio, si rettifica che nei paesi occidentali o occidentalizzati la consapevolezza è presente ed esistono normative che prevedono la regolamentazione delle condizioni per cui un lavoratore debba proteggersi da agenti fisici e chimici pericolosi per la sua salute. Questo può non corrispondere al vero in molte aree dell’oriente asiatico e di altri continenti, dove il sottosviluppo non consente una adeguata formazione in campo lavorativo. Si è logicamente portati a dedurre che, nei suddetti paesi, il rischio professionale sia sensibilmente maggiore così come l’incidenza di patologie professionali ad esso legate.

Ma non bisogna andare neppure tanto lontano: nella nostra penisola, tecnopatie come silicosi e saturnismo sono state comuni fino a 30 anni fa. Il rischio chimico è particolarmente diffuso a dispetto del suo essere sottostimato. Molte professioni suddette sono fortemente a rischio di sviluppare patologie tumorali, per la natura delle stesse e per la tipologia di composti chimici che preroga la loro professione. E’ innegabile che molti lavoratori si intossicano in cronico a dispetto di attenzione o DPI.

Nonostante l’epidemiologia e la ricerca di base hanno concluso che esistono delle forti associazioni fra molte tipologie di composto e la comparsa di neoplasie, le difficoltà intrinseche di associare la tipologia di professione al singolo soggetto non consente di affermare che la sua professione sia responsabile della sua malattia professionale. Senza dubbio, altri fattori legati alla vita quotidiana (lo stesso inquinamento atmosferico urbano) e allo stile di vita (il più importante dei quali è sicuramente il fumo di sigaretta), possono contribuire alla comparsa di una malattia professionale.

Il presente corso si articola i 10 sezioni volte a valutare le maggiori e più frequenti cause di rischio fisico e chimico responsabili di malattia professionale. Saranno esposti concetti preliminari di organizzazione e strutturazione dell’ambito lavorativo, la disquisizione di normative dedicate al lavoro e alla salute lavorativa, per poi passare al cuore del corso ovvero esporre le tipologie di agente chimico e fisico causa delle malattie professionali. Sarà essenziale esporre nozioni di tossicologia, cinetica e dinamica oltre che meccanismi d’azione con cui l’agente descritto causa ogni specifica tecnopatia. Questa sezione non è mera descrizione di meccanismi molecolari: non si dimentichi che dall’analisi di questi, infatti, la ricerca di base ha potuto identificare causalità, tempi di latenza ed altri parametri, inclusa la possibilità di sviluppare antidoti e mezzi di protezione adeguati. L’ultima sezione sarà, infatti, dedicata ai dispositivi di protezione collettivi ed individuali ed alla figura del medico competente. Ma non prima di aver affrontato una sezione non meno importante della patologia professionale: quella del rischio fisico.

Radiazioni ionizzanti, raggi ultravioletti, rumore e campi elettromagnetici sono componenti che si possono associare a specifiche branche lavorative. Non è infrequente che qualcuno di essa si integri con un rischio chimico, come accade nei cantieri edili o navali, in certi settori manifatturieri e della petrolchimica. È fondamentale, perciò, che si abbia conoscenza non solo della normativa per il rispetto delle misure di protezione sicurezza, ma anche del “contenuto” lavorativo della professione col suo rischio chimico e/o fisico associati. Il medico del lavoro o il medico competente è colui che disponendo di una determinata formazione professionale (art.38 del D.Lgs 81/08) viene nominato dal datore di lavoro (art. 2) e collabora con lui nella valutazione dei rischi aziendali, effettua la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, visita i luoghi e gli ambienti di lavoro ed è a conoscenza del ciclo produttivo.

  1. FINALITÀ DEL CORSO

Il corso si prefigge di fornire allo specialista le nozioni e gli strumenti (protocolli e linee guida) per operare in sicurezza ed acquisire maggiore consapevolezza del quadro legislativo attuale. Ma non si può imperniare tutto sull’aspetto legislativo, prescindendo dagli aspetti biologici, chimici e medici: esso viene per ultimo dopo la valutazione del problema dal punto di vista biologico, quali problemi esso causa alla salute, come agisce, come è possibile contenerlo e se esistono soluzioni (volendo riferirsi al rischio fisico) o rimedi (con riferimento a quello chimico) perché l’insulto professionale esterno non continui a provocare danni alla salute. Non è utile conoscere alla perfezione gli aspetti normativi e legislativi se si ha conoscenza non approfondita di cosa gli agenti fisici o chimici possono fare sul posto di lavoro, anche a dispetto dell’applicazione di ogni precauzione.

  1. ATTIVITÀ DI TUTORRAGGIO

Gli utenti potranno usufruire del servizio di tutoraggio (in differita breve, 48 ore) attraverso la chat (anche off-line) presente sulla piattaforma e-learning.

  1. RESPONSABILI SCIENTIFICI

PAOLA NUNZIA RITA PESCE Specialista in “Igiene e Medicina Preventiva”

  1. VALUTAZIONE DELL’APPRENDIMENTO

La verifica dell’apprendimento avverrà tramite un test con domande a risposta multipla (n. 3 domande per ogni credito formativo; ogni domanda con 4 risposte di cui soltanto 1 corretta). Ad ogni tentativo sarà proposto un nuovo set di domande presentate con doppia randomizzazione, per un numero limitato di 5 tentativi. L’esito della prova (superato / non superato) sarà visualizzato immediatamente a fine compilazione. Una volta completato il tentativo, il sistema comunicherà soltanto il numero delle risposte corrette date al test. 

Qualora si volessero conoscere le risposte corrette e sbagliate date all’intero test, sarà necessario attendere la data di fine dell’evento.

Il livello minimo di risposte esatte richiesto è pari ad almeno il 75% dei quesiti complessivamente proposti.

  1. QUALITA’ PERCEPITA

Per poter scaricare l’attestato con i crediti ECM, bisognerà dopo aver superato il test di apprendimento, rispondere alle domande della scheda di valutazione sugli aspetti dell’evento formativo. La compilazione è anonima e obbligatoria.

  1. CURRICULA

PAOLA NUNZIA RITA PESCE – Cfr. CV Resp. Scientifico